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Alleluia
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mwcwAlleluia, mwdaHallelujah o mwdqHalleluyah sono mwdgtraslitterazioni della parola mwdwebraica הַלְּלוּיָהּ (ebraico tradizionale mweaHalləluya, mweqebraico tiberiense mwegHalləlûyāh), composta da mwewHallelu e mwfaYah, che si traduce letteralmente "preghiamo / lodiamo (הַלְּלוּ) YHWH (Yah יָהּ)", dove mwfqYah è la forma abbreviata di mwfgYHWH (nome proprio di Dio, indicato con il mwfwtetragramma יהוה).cite-ref-1[1]cite-ref-2[2]cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]
La parola è usata 24 volte nella mwlqBibbia Ebraica, specialmente nel libro dei mwlgmwlwSalmi (Salmi mwma113-118cite-ref-6[6]), dove inizia e termina una serie di Salmi e quattro volte nella versione mwnqgreca del libro dellmwng'mwnwmwoaApocalisse (mwoqmwogNuovo Testamento).
Per molti cristiani, mwqqAlleluia è la parola più gioiosa per esprimere lode e acclamare Dio. In molti riti non viene recitato o cantato nel tempo di mwqgQuaresima o in altri tempi penitenziali, quando è sostituito da un'acclamazione.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
La parola ebraica mwrgHalleluyah è stata preservata intatta dai mwrwprimi cristiani sia col suo suono originario sia con il significato originario di massimo ringraziamento, gioia e trionfo (per i cristiani simile ad mwsamwsqOsanna).
Lmwsw'mwtaAlleluia compare nell'antica mwtqLiturgia di San Giacomo (translitterato in mwtggreco come ἀλληλούϊα), ancora oggi in uso nel Patriarcato di mwtwGerusalemme, e nella mwuaChiesa maronita - nella sua versione in mwuqlingua siriaca.
Il canto liturgico dell'alleluia
Nella liturgia cattolica, l'alleluia è anche un canto presente sia nella mwxgLiturgia delle ore che nel proprio della mwxwmessa, dove è cantato prima della lettura del mwyavangelo.
Le origini di questo canto sono complesse. In origine era riservato alle celebrazioni del giorno di mwygPasqua. In seguito è stato esteso anche al tempo pasquale fino ad essere incluso in tutte le domeniche dell'anno, celebrazioni ebdomadarie della mwywrisurrezione, con l'eccezione dei tempi penitenziali, dove viene sempre omesso (al pari del mwzamwzqGloria in Excelsis Deo e del mwzgmwzwTe Deum): nelle messe del tempo di mwaaQuaresima, come pure in tutta la mwaqSettimana Santa fino alla mwagVeglia Pasquale esclusa, è infatti rimasto il mwawtratto, canto molto più antico. Nella mwbaforma tridentina del mwbqrito romano l'alleluia si omette anche in mwbgSettuagesima e nelle messe per i defunti.
Nel canto dell'alleluia si distinguono tre elementi:
• la parola mwcgalleluia che viene cantata solitamente tre volte all'inizio e alla fine,
• lo mwdajubilus o mwdqmelisma, prolungato sulla "A" finale dell'alleluia,
Nel mwegcanto gregoriano è il più recente tra i canti del mwewmwfaproprium.
La melodia posta sulla parola mwfgalleluia è generalmente sillabica o poco ornata. Dopo il terzo alleluia è presente lo mwfwmwgajubilus, un vocalizzo sul nome divino mwgqYah. Questa espressione gioiosa di lode è molto antica, probabilmente di origine ebraica e bene si adatta ad introdurre la lettura della Parola del Signore così come è d'uso anche oggi, ma nulla indica che questa è stata la sua funzione originaria.
Il canto del versetto prolunga la mwgwlode e offre all'assemblea un motivo di meditazione e di approfondimento del tema liturgico della celebrazione. Nel finale si riprende il tema dello mwhajubilus seguito poi dal triplice canto dellmwhq'mwhgalleluia.
Gli alleluia in cui la melodia conclusiva del versetto si differenzia da quella dello mwiajubilus sono quelli di più antica composizione.cite-ref-7[7]
Nei codici medievali, il canto dell'alleluia era raggruppato in appendice, a differenza degli altri brani del mwjgproprium, e non aveva una posizione liturgica determinata. Era il cantore che sceglieva di volta in volta il canto che preferiva (mwjwquale volueris).cite-ref-8[8]
Rito bizantino
Nel mwlgrito bizantino della mwlwChiesa ortodossa e della mwmaChiese greco-cattoliche, l'Alleluia è presente durante la mwmqdivina liturgia: dopo la lettura degli Apostoli (un'Epistola di mwmgPaolo, di mwmwPietro, o di mwnaGiovanni), il mwnqlettore annuncia quale degli mwngOtto toni dell'Alleluia deve essere cantato.
Il coro risponde: mwoaAlleluia, per tre volte. Ciò che cambia è il mwoqtono dell'Alleluia, e l'inno pronunciato dal lettore (mwogSticheron, in greco).
Lmwpa'mwpqAlleluia è uno dei canti che possono essere usati per il mwpgProkeimenon (in greco, letteralmente, "che precede", "introduttivo"), equivalente del mwpwGraduale nel mwqarito romano. Il mwqqProkeimenon è un salmo oppure un mwqgcantico scelto per introdurre le Sacre Letture o altri punti specifici della Divina Liturgia o dell'Ufficio divino. Possono esservi fino a tre letture degli apostoli, ma possono essere cantati al massimo due mwqwProkeimena.
Nelle Chiese di rito orientale e nella Chiesa ortodossa, lmwrq'mwrgAlleluia viene cantato durante il periodo della mwrwQuaresima.
La celebrazione eucaristica non è permessa durante la Quaresima Maggiore, e durante le festività che comunque prevedono la liturgia e l'ufficio propri della Quaresima: digiuno per la Natività di Gesù (periodo di digiuno e astinenza dal mwsq15 novembre al mwsg25 dicembre, in altri riti dal 1º dicembre), digiuno per la festa dei Santi Apostoli (mwsw29 giugno, iniziando dal giorno dopo la solennità di Ognissanti), e per la mwtasolennità della Dormizione (dal 1° al mwtq14 agosto).
Poiché il canto dellmwtw'mwuaAlleluia al Mattutino è caratteristico del periodo quaresimale, i giorni di Quaresima sono chiamati anche "Giorni dell'Alleluia".
Anziché durante la Messa, lmwug'mwuwAlleluia è cantato al mwvaMattutino. In questo tipo di preghiera, è prevista la lettura scritturale, ma lmwvq'mwvgAlleluia non è utilizzato come canto introduttivo: sostituisce, invece, il canto mwvwTheos Kyrios (letteralmente "Dio è il Signore"), mwwasalmo responsoriale basato sul mwwqritornello del mwwgSalmo 117 (versi 26-27). È cantato lmwww'mwxaAlleluia previsto per ciascuna delle otto settimane (mwxqOctoechos), e seguito dai tre inni alla Santissima Trinità (mwxgTriadica, uno per ognuna delle Tre Persone), nel medesimo tono dellmwxw'mwyaAlleluia.
Le parole iniziali mwygTheos Kyrios sono intonate di norma dal diacono, che però non presta il servizio liturgico durante la Quaresima, dove è sostituito dal sacerdote che si gira rispetto all'uditorio per porsi davanti (mwywde visu) all'icona dell'mwzaiconostasi. Lmwzq'mwzgAlleluia è anche cantato per i funerali, per alcuni servizi di memoriale e per il Sabato in cui ricorre la mwzwFestività di tutte le anime. Anche qui, lmw0a'mw0qAlleluia sostituisce il mw0gTheos Kyrios, ma è seguito da un mw0wtropo, in onore e riparazione dell'anima trapassata.
Durante la celebrazione del mw1qSacramento mw1gbattesimale, il coro canta lmw1w'mw2aAlleluia: prima del Vangelo e mentre il sacerdote versa l'mw2qOlio dei catecumeni nel mw2gfonte battesimale.
Note
cite-note-11. ↑ mw4q(mw4gmw4wEN) mw5amw5qHallelujah, anche pronunciato Alleluia, su mw5gbritannica.com, Encyclopædia Britannica.
cite-note-55. ↑ mwaro(mwarsmwarwEN) St. Athanasius Academy of Orthodox Theology, mwar0note ai Salmi 104-106, in mwar4Orthodox Study Bible, Thomas Nelson, p.mwar8 751.
cite-note-66. ↑ mwasmmwasqmwasuSal 113-118, su mwasyLa Parola - La Sacra Bibbia in italiano in Internet.
cite-note-77. ↑ F. Rampi, M. Lattanzi, mwasoManuale di canto gregoriano, Turris ed, 1998, p. 112.
cite-note-88. ↑ Dom Daniel Saulnier, mwas4Il canto gregoriano, Piemme ed., 1998, p. 83.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Hallelujah Psalm / hallelujah, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Alleluia, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Alleluia, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.